giovedì 13 settembre 2007

Della libertà e di come ottenerla

Cosa cazzo vuol dire essere liberi, mi gracchio.
Per noi menti semplici che ci basta una passerotta e un mojito ogni tanto, vuol dire possibilità di fare quel che vogliamo.

Dai, adesso non sto a spiegarvi che nessuno è libero, perché nessuno può fare tutto quello ceh gli passa per la testa. Ci arrivate da soli.

La cosa interessante però è che per illudersi di esserlo, per fraintendere la propria condizione, lavoriamo come dei pazzi per stiracchiare il senso delle parole che compongono la definizione: "possibilità" e "volontà".

Quesito del Cantacorvo numero uno: come si fa a deformare il concetto di possibilità?
Risposta: facendo finta che ci siano cose che non sono naturali, che vadano oltre i limiti consentiti e imposti dalla Natura/Ddio/IlCaso, che insomma ci sia un possibile "compatibile con la condizione umana" e un possibile "impossibile". Tipo la fecondazione in vitro, il lesbismo, l'eutanasia, la ricerca sulla staminali...

Quesito del Cantacorvo numero unobis: come si fa a deformare il concetto di volontà?
Risposta: facendo finta che certe cose che ti piacciono un sacco in realtà non ti piacciono. Tipo il sesso con una bella corvetta, o mangiare la nutella con le dita, o far la cacca in testa ai politici. Con la morale, si fa. O con la religione.

...

E allora bisogna dirci grazie a chi si inventa le religioni. Eh sì, vecchiacci ceh siete, grazie. Non "mi stai fregando", non "Non è vero". Grazie.
Perché con la religione e la morale e quelle cose lì quando ti chiedono se sei libero puoi rispondere sì e non aver paura che ti impallinino per falsa testimonianza.

Io rimango scettico, ma ho di che esser grato come tutti gli altri.
Cra.

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