mercoledì 28 febbraio 2007

Due palle, penso mie.

Si viene, si va e si torna.

Quindi, rieccoci.

Noto con piacere che quello che dico non sucita grande interesse nel mondo della rete,
probabilmente perché sono panzane, probabilmente bis perché sono fatti miei, probabilmente ter perché chivuoichelosappia che tengo un blog?

Voglio dire, ci sono fior di cose interessanti, qua fuori:
politica
spettacolo
sport
donne nude
donne un po' vestire all'inizio ma alla fine nude
donne costantemente poco vestite e comunque nude nelle parti giuste
donne disegnate nude
donne ritoccate nude
donne vestite che invece con abile applicazione di programmi appositi diventano nude
donne nude reprise

...

Insomma, mica idee: fatti.
Anzi, fatti nudi. E, soprattutto, fatte nude.

Cmq, siccome almeno in questo remotissimo eremo sotto gli occhi virtuali di tutti
che si sappia quello che dico è assolutamente indipendente dal fatto stesso che lo dica, mi lascio andare alla parola come alla passione privata.

Sono stato su altri alberi, su altri rami, su altri cornicioni in queste settimane.
Risultato: tutto come qui.
Però con modi di dire diversi.

In una strada centralissima di una città centralissima in un'ora centralissima ho visto una signora assolutamente periferica.
Stava lì per terra vestita mica male, con le scarpe col tacco brune e gli occhialini alla John Lennon. Siccome per portare dignitosamente quegli occhiali c'è da esser stato almeno per un po' cantante dei Beatles e possibilmente baronetto, caricavo l'intestino per manifestare scatologicamente il mio disappunto, quando, a volo radente, ho visto il bicchiere.

Il bicchiere di carta della signora.

Quello per l'elemosina.

Di poveri ne vedo un sacco, cosa credete?
Sono un corvo cittadino che tra l'altro ogni tanto viaggia.
Ho gli anticorpi, per queste cose.

Ma quella signora assolutamente marginale non era povera.
Non poteva esserlo, porcocra.
Era...
Cosa?

Precariainbilicomattaemarginatasolatristesfigatafregatatruffatadisoccupatasolasottoccupatadivorziataabbandonatasola...

Sola, più che altro sola.

Normalmente, marginalmente, sola.

Capito? Laggiù "povero" non si dice mica barbone, clochard, senzadimora.
Si dice "signoramarginalmentesola".
Cambia qualcosa?
Se fosse nuda, probabilmente no.

Ma così come l'ho vista io, gelando i premiti, cambia eccra se cambia.

Quella signora, magari tra due anni, magari tra due mesi, magari tra due giorni,
quella signora sono io.
O, capite, potrei essere io.
Ma le possibilità diventano drammaticamente concrete se te le vedi realizzate sotto al becco.

Ho paura, ragazzi.

Paura di non essere solo quando vorrò stare solo, e di esserlo quando invece sarà il momento di stare in mezzo, e non al bordo.

Paura che non interessi a nessuno quando dico nulla,
ma solo perché non interessa a nessuno neppure quando dico qualcosa.

Queste sono le mie palle sul tavolo, ragazzi.
Sono un paio,
e penso mi appartengano tutte.

Del resto, non sta a me dirvi.

Cra.