...E invece qualcosa è.
Non dico cosa sennò sembra che sono il solito catastrofista facinoroso.
Però si legge un po' ovunque sulla rete delle contestazioni a questo Governo, per ciò cha ha (mal)fatto o per ciò che ha millantato di fare. Si legge sulla rete ma non se ne parla, pare, nei TG. Come mai?
Parlo del Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, costretta a lasciare la presentazione di un interessantissimo libro di Mario Giordano a causa di un gruppo di genitori e insegnanti (nota: genitori e insegnanti, no Brigatisti, no Black Block) che le chiedevano ragioni dei tagli alla scuola pubblica, sottolineando come altri ministeri (quello della Difesa, ad esempio) possono contare su ingenti investimenti.
Oppure della protesta di 1000 aquilani, in rappresentanza di una più ampia parte di popolazione colpita dal sisma, che ha manifestato sotto il Parlamento contro l'operato del Governo, e soprattutto chiedendo che venissero riepettate le promesse fatte non più tardi di un mese fa.
Eppoi: a Napoli si scopre (ma chi ci abita non ha mai smesso di vederlo)che l'emergenza rifiuti non solo non è finita, ma si è allargata alla provincia.
Intanto, la stampa "ufficiale" ci dice che va tutto bene, che i mafiosi sono in cella coi rumeni e gli zingari e che i Presidenti sono tutti abbronzati e contenti.
...
Se chi si occupa dell'informazione di massa fa soap-opera di bassa lega, come farà mia mamma a capire da che parte sta il giusto e da che parte lo sbagliato?
Come farà mio padre a ribattere a chi al bar gli dice "MaDiCosaTiLamentiChePensaATuttoLui?"
Come faranno tutti quelli che hanno vissuto pensando che i "valori" contassero qualcosa a rendersi conto che per qualcuno gli unici valori sono quelli bollati?
Ma soprattutto, come faranno i corvi a capire dove trovare i vermi?
A qualcuno oltre me sembra che l'Iran si stia dimostrando più civile di noi?
martedì 16 giugno 2009
venerdì 5 giugno 2009
Back in action
Forse troppo tardi, forse troppo presto.
Comunque ricomincio.
Scribacchio, quindi tanto vale farlo qui.
La considerazione di oggi è sulla politica.
Diciamo che è una specie di obbligo morale.
Non può pensare, chi si professa Esteta, di pensare a cose alte mentre la democrazia affonda. Possiamo continuare a guardare le stelle, ma solo finché la merda non arriva agli occhi. E ormai ci siamo, porcoverme.
Pillola del giorno, della settimana, o del mese, a seconda di quando seguirà la prossima:
I POLITICI NON SONO TUTTI UGUALI: quelli mafiosi sono peggio.
Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo hanno compiuto un'importante inchiesta sulla politica italica nel libro "La Casta" (Rizzoli, 2007, pp.300), denunciando il malcostume di chi sostiene di governarci.
L'inchiesta colpisce trasversalmente tutto il Parlamento, e ha contribuito al generale processo di disaffezione degli italiani nei confronti della politica.
Ma attenzione: i politici non sono tutti uguali. Quelli mafiosi sono peggio, perché si schierano con l'Antistatalità, quidi apertamente CONTRO i valori civili grazie ai quali, consapevoli a meno, quasi tutti noi possiamo uscir di casa senza rischiare sistematicamente uno scippo, godiamo di assistenza sanitaria, usufriamo della pubblica istruzione, abbiamo strade pulite... E possiamo esprimere un voto.
I politici mafiosi, al di là delle lunghe e documentate vicende giudiziarie, si riconoscono dal disintiresse verso questi valori, verso queste istanze normali e scontate, che invece sono seriamente messe in discussione dal regime corrente.
I politici mafiosi sono quelli che sistematicamente impoveriscono la scuola, l'università, la sanità.
Certo, la collusione non è mai bella, di qualunque colore sia.
Ma l'affiliazione mafiosa è davvero peggio.
Recuperare la democrazia passa, innanzitutto, dalla presa di coscienza che NON TUTTI I POLITICI sono marci e corrotti, e soprattutto che NON TUTTI I POLITICI SONO MARCI E CORROTTI allo stesso livello: qualcuno si può redimere, qualcuno perfino perdonare.
I mafiosi, sia benedetto il Nero, NO. Mai.
Cra.
Comunque ricomincio.
Scribacchio, quindi tanto vale farlo qui.
La considerazione di oggi è sulla politica.
Diciamo che è una specie di obbligo morale.
Non può pensare, chi si professa Esteta, di pensare a cose alte mentre la democrazia affonda. Possiamo continuare a guardare le stelle, ma solo finché la merda non arriva agli occhi. E ormai ci siamo, porcoverme.
Pillola del giorno, della settimana, o del mese, a seconda di quando seguirà la prossima:
I POLITICI NON SONO TUTTI UGUALI: quelli mafiosi sono peggio.
Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo hanno compiuto un'importante inchiesta sulla politica italica nel libro "La Casta" (Rizzoli, 2007, pp.300), denunciando il malcostume di chi sostiene di governarci.
L'inchiesta colpisce trasversalmente tutto il Parlamento, e ha contribuito al generale processo di disaffezione degli italiani nei confronti della politica.
Ma attenzione: i politici non sono tutti uguali. Quelli mafiosi sono peggio, perché si schierano con l'Antistatalità, quidi apertamente CONTRO i valori civili grazie ai quali, consapevoli a meno, quasi tutti noi possiamo uscir di casa senza rischiare sistematicamente uno scippo, godiamo di assistenza sanitaria, usufriamo della pubblica istruzione, abbiamo strade pulite... E possiamo esprimere un voto.
I politici mafiosi, al di là delle lunghe e documentate vicende giudiziarie, si riconoscono dal disintiresse verso questi valori, verso queste istanze normali e scontate, che invece sono seriamente messe in discussione dal regime corrente.
I politici mafiosi sono quelli che sistematicamente impoveriscono la scuola, l'università, la sanità.
Certo, la collusione non è mai bella, di qualunque colore sia.
Ma l'affiliazione mafiosa è davvero peggio.
Recuperare la democrazia passa, innanzitutto, dalla presa di coscienza che NON TUTTI I POLITICI sono marci e corrotti, e soprattutto che NON TUTTI I POLITICI SONO MARCI E CORROTTI allo stesso livello: qualcuno si può redimere, qualcuno perfino perdonare.
I mafiosi, sia benedetto il Nero, NO. Mai.
Cra.
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