venerdì 11 maggio 2007

Piccolo Mio Personale

Mio piccolo dolore personale.
Cucciolo da grembo.
Scalda lo stomaco vuoto di una serata senza.
Senza.
Punto.

Io e lui e lui e io.
Il mio dolore personale (ma piccolo)e me, sulla poltrona di finta pelle orribile sulla vera pelle che sta sotto le piume nere del mio abito elegante.

Il dolore mio piccolo, ma personale, ed io.
Lo coccolo e mi coccola.
Come un cane mi mette la testa sotto la mano perché l'accarezzi.
Come un cane, non sarà particolarmente sveglio o belloccio o profondo, ma è il mio,
e gli voglio bene.
Come un cane, mi lecca ma con calma, ché ha tutto il tempo. Non mi lascerà mai.

Odio signorilmente il mio piccolo dolore domestico.
E manifesto l'odio ignorandolo.
Mentre mi lecca.
Mentre mi srtuscia la testa sotto le dita.
Mentre mi schiaccia lo stomaco.
Vuoto.

Lo stomaco.
Vuoto.
Ed io.
Vuoto.

Piccolo dolore mio personale. Ignorarlo è un lavoro così logorante, che non mi resta
più la voglia di far niente.
Da cui la serata. Senza.

Non esco.
Non leggo.
Non mangio.

Piccolo mio dolore personale, prima o poi anche tu andrai in noia.
Tutti i cani invecchiano, tutti i cani si ammalano, tutti i cani a un certo punto non ci sono più.

Basta non curarli troppo, e fanno tutto da soli.

Piccolo dolore personale (mio), da questo ramo questa sera sarà difficile non sentirti russare.

Cra.

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