lunedì 5 marzo 2007

Solipsismi propri o altrui

Tra un impegno rinviato e un altro, penso, col becco immerso tra le pagine di un libro.

Penso che, se mi passasse davanti ora-proprio-ora quella ragazza che ho conosciuto l'altra sera, probabilmente non la riconoscerei.
Eppure è stata diciamo pure l'epicentro del mio sensazionalismo emotivo
per più di un paio d'ore.

Ora, la memoria è futile cosa, e nessuno più di un contapalle ha la corretta percezione di questa realtà.

Puoi dire qualcunque cosa spacciandola come verasacrosanta, salvo poi negarla
amaramente un paio di giorni dopo, e tutti di darebebro egualmente retta.
Prima e dopo.

Il punto è che le realtà mica ce la progettiamo a partire da quello che è stato, e men che meno dal desiderio di quello che sarà.
La costruiamo facendo leva su ciò che vorremmo fosse stato.
Per questo gracchio sempre un po' commosso quando rileggo la frase del corvo
Ferretti:

-Siamo il punto d'incontro dei nostri infiniti passati, e la nostra percezione
dell'animo ci fa passare liberamente dall'uno all'altro.

Come dire: il nostro vissuto -cioè la serie di eventi che, capitandoci, hanno determinato
quello che siamo nel presente, ma anche quello che ci accade nel quiedora- dipende da come ci sentiamo adesso-proprioadesso-soloadesso.

Ora, se menti in maniera abbastanza credibile, ti accorgi che incredibilmente a tutti sono capitate esattamente le cose che sono capitate a te, che tutti si sono sentiti come ti senti tu adesso, che un sacco di gente la pensano come dici tu su un sacco di cose.

Perché?
Perché gli hai fatto guardare con i tuoi occhi al loro passato.
Gli hai fornito un punto di vista che, essendo nuovo rispetto al loro, è affascinante.

La mitopoiesi è un'arte cooooosì noiosa.

Non conta quello che ricordi: conta solo quello che, in questo particolare momento, ti fa comodo ricordare, per affermare la giusta imamgine -attuale- di te.

Ma particolareggiando su di me...

Non riconoscerei la cornacchietta tutta-nera-a-parte-i-jeans che ho conosciuto qualche sera fa,
ma non ci metterei un cra a piombare su quella che mi voglio ricordare: indefinitamente romantica, poetica, poietica artistica, solare brillante motile sottiledelicatastupitastupefacente, e Ddio quanto morbida e ben fatta e ben pensata e.

Quel Sogno lì potrei disegnarvelo adesso.
Potrei farci una foto, avessi un obiettivo abbastanza potente da arrivarmi dietro al becco.
Potrei volarci sopra e far volare lei.

Perché in quel sogno mi rivedo per quello che vorrei vedeste anche voi, e, soprattutto, per quello che vorrei vedermi ioproprioio.

Ma sarebbe reale?
Bhé, certo che sì: basta essere solipsisti e convincersi che tutto e solo quello che vedo e penso esiste.
Non so per le bollette, ma per l'amore a suo modo pensar così funziona.

Per i corvi dell'ultima generazione, almeno.

Quella senza nido, cioè.

Cra.

Nessun commento:

Posta un commento